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Mezzo interessante questa 850 coupè, freni a disco davanti, motore posteriore a sbalzo, valida sostenitrice del “tutto dietro”.

Una piccola auto sportiva che incarna il divertimento alla guida provato dai ragazzi degli anni ’70. Semplice e comoda che potrebbe essere impiegata anche nell’uso quotidiano.

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Smesso di produrre la mitica FIAT 600, l’azienda torinese decise di alzare il tiro e lanciarsi in un progetto nuovo. Nacque la FIAT 850, prima come berlina e poi nella versione coupè. Il modello “fastback” è appunto l’oggetto di questo test. Più precisamente parliamo della seconda serie (con già importanti aggiornamenti rispetto alla prima serie).  

Ritrovandomela tra le mani completamente da restaurare ma completa di tutti i suoi componenti, non ci ho pensato un attimo e dopo aver fatto un veloce conto di cosa si dovesse fare ed i relativi costi, ho iniziato i lavori.

Questa era la situazione di partenza: una macchina abbandonata da circa 35 anni senza la garanzia che questo tempo l’avesse passato tutto al coperto. Il motore era funzionante in quanto rimesso in sesto negli anni ’90. La carrozzeria purtroppo versava in uno stato in cui la ruggine prevaricava in qualsiasi pannello del fondo scocca o dei passaruota.

Cominciamo a smontarla, (già pensavo alla fine avendo provato con questi cerchi BWA 13×8 con gomme 185 ma forse era un po’ troppo..)

Mai visto una 850 da restauro priva di ruggine, e questa non fa eccezione, il vano batteria/ruota di scorta completamente marcio, sostituito con un pannello nuovo.

Come da foto l’auto era originariamente azzurra, purtroppo questo colore non rendeva giustizia al progetto che avevo in mente fin dall’inizio, quindi tra i vari colori originali per questo modello, ho optato per un nero lucido tinta pastello.

Dopo la verniciatura, ci siamo dedicati al rimontaggio dell’interno. Trovandosi in buone condizioni abbiamo deciso di lavarlo accuratamente ma di mantenerlo, ad eccezione del cielo e della moquette che sono stati sostituiti.

Da notare che avevo già individuato quelli che sarebbero stati i cerchi: OZ 13×5,5 a 4 razze.

L’avantreno risultava troppo alto, con un effetto parecchio antiestetico. La balestra davanti andava sostituita. La soluzione più adottata in questi casi è l’impiego del cosiddetto “pendolino”, una barra con due bracci oscillanti e gli ammortizzatori con le molle.

Per una questione puramente tecnica (con la balestra il peso dell’auto è scaricato sul centro dell’auto, con le sospensioni il peso viene scaricato dove prima venivano installati gli ammortizzatori) ho scelto una balestra con occhi rovesciati, giusto per perdere quei 5 cm in altezza.

Avendo eliminato il profilo cromato al di sotto della porta, ho riempito lo spazio laterale basso con una decalcomania a striscia, che riprende la linea dei due paraurti.
Il motore era già stato revisionato in passato, quindi ci siamo limitati ad una sostituzione olio, filtro, candele e regolazione punterie. Non è stata eseguita alcuna elaborazione, 52 cv per poco più di 700 Kg mi bastano.
A voi il giudizio!!